L’impianto

L’impianto

Dal biogas al biometano

La generazione di biogas dalla fermentazione dei rifiuti è un processo naturale.

La tecnologia adottata consente una digestione anaerobica, in assenza di ossigeno, condotta all’interno di spazi ermeticamente chiusi, per evitare la dispersione di cattivi odori. Il processo è controllato in ogni istante.

Dopo questa prima fase, il biogas prodotto viene purificato (upgrading) e trasformato in biometano. Solo un biometano che garantisce alti standard qualitativi, definiti chiaramente per legge, può essere immesso nella rete nazionale.

Dal digestato al compost

Dopo aver subito questo trattamento, il digestato, cioè la parte solida rimanente del rifiuto a valle del trattamento, viene trasformato in compost. Per portare a termine questo processo, vengono integrati sfalci di verde che fungono da strutturante.
Questa seconda fase di compostaggio, tradizionale, è di tipo aerobica: avviene in bio-celle in cui viene insufflato ossigeno per permettere la maturazione del compost e la chiusura del ciclo dei rifiuti.

Il compost così ottenuto è un fertilizzante organico, adatto a un’agricoltura biologica, in grado di reintegrare gli elementi nutritivi del terreno in maniera naturale, senza il ricorso a sostanze chimiche.

Scopri il funzionamento dell’impianto

Clicca sulle frecce per vedere tutte le fasi

  • 1

    Ingresso impianto. Ricezione materiale e pesatura.

    1
  • 2

    Scarico del materiale nelle fosse di messa in riserva della FORSU (2a).

    2a
  • 3

    Pretrattamento FORSU: rimozione plastiche e spremitura per ottenere una purea omogenea.

    3
  • 4

    Equalizzazione della purea da inviare alla digestione anaerobica.

    4
  • 5

    Digestione anaerobica della purea in termofilia (55°C): produzione del biogas.

    5a 5b
  • 6

    Raffreddamento della purea digerita (digestato) e raccolta del biogas nel pallone aerostatico.

    6
  • 6

    Biogas alla raffinazione; digestato alla produzione di concime

    6
  • 7

    Lavaggio del biogas, raffreddamento, rimozione contaminanti e compressione

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  • 8

    Produzione di energia elettrica ed acqua calda da gas metano

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  • 9

    Raffinazione del biogas: produzione di biometano.

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  • 10

    Immissione del biometano nella dorsale SNAM

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  • 11

    Separazione solidi dal digestato ed utilizzo del separato nella miscela da compostare.

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  • 12

    Depurazione frazione liquida proveniente dal processo di separazione solidi dal digestato.

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  • 13

    Accumulo acque depurate per riuso nel processo produttivo.

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  • 14

    Ricezione, stoccaggio e triturazione residui di verde da potature.

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  • 15

    Preparazione miscela da avviare a compostaggio: separato solido del digestato, residui di verde da potature.

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  • 16

    Fase di bio-ossidazione accelerata della miscela.

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  • 17

    Fase di maturazione della miscela.

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  • 18

    Fase di vagliatura finale del compost.

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  • 19

    Biofiltri per il trattamento dell'aria.

    19a 19b
  • 20

    Laboratorio chimico, deposito ed officina.

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  • 21

    Uffici e spogliatoi.

    21

Ambiente, sicurezza e salute

MetApulia è un progetto sicuro, progettato per avere il minor impatto sull’ambiente circostante.

All’interno dell’impianto, non viene avviata nessuna combustione, perché non è necessario né ai fini della produzione del compost, né ai fini della produzione di biometano che viene, inoltre, direttamente immesso nella rete di distribuzione.

Particolare attenzione è stata posta al contenimento delle emissioni odorigene e dell’impatto acustico.

La scelta tecnologica di base, cioè la digestione anaerobica, processo che avviene in ambienti sigillati, elimina di per sé il problema dei cattivi odori. I fabbricati sono posti in depressione, e all’interno delle celle per la biodigestione inoltre sono state previste linee di aspirazione, scrubber e biofiltri.

Come ulteriore metodo di controllo diretto, MetApulia ha stipulato con la società LenviroS, spin-off dell’Università di Bari Aldo Moro, l’accordo per la fornitura del servizio erogato tramite la piattaforma OdorTel 2.0 Smart App, un nuovo approccio metodologico per la rilevazione e la valutazione del disturbo olfattivo, che, grazie al diretto coinvolgimento dei cittadini, sarà in grado di registrare e segnalare alle autorità e al gestore dell’impianto, la percezione olfattiva dei recettori ed eventualmente attivare sistemi di campionamento per raccogliere in tempo reale i campioni odorigeni, per consentire un intervento tempestivo nella risoluzione della eventuale problematica.

Per ridurre l’impatto acustico, invece, sono state predisposte cofanature insonorizzate degli spazi, insieme alla piantumazione di una fascia arborea di specie autoctone poste intorno al perimetro dell’impianto.

 

Quali e quanti rifiuti?

L’impianto è stato pensato per essere al servizio dall’area dell’ex ATO Lecce 1 che comprende 27 Comuni della Provincia e che, ad oggi, produce una quantità di FORSU pari ad almeno 60 mila tonnellate/anno.

Le 15 mila tonnellate/anno di compost certificato e di qualità, verranno messe a disposizione degli agricoltori della zona, a titolo totalmente gratuito.

Il trattamento dei rifiuti è rigidamente controllato e regolamentato dalla Legge: ad ogni tipo di rifiuto o sottoprodotto che l’impianto sarà autorizzato a trattare, sarà assegnato un codice, chiamato codice CER, che determinerà l’assoluta trasparenza del materiale in entrata ed in uscita dall’impianto.

Per poter essere autorizzato ed avviare la produzione, ogni impianto deve chiaramente specificare quali tipi di rifiuti intende trattare, indicandone il codice CER.

Severi controlli all’ingresso e altrettanto severi controlli sulla qualità del biometano al momento della immissione in rete, escludono che nell’impianto vengano trattati rifiuti non autorizzati.

Inoltre, l’intero processo sarà sottoposto a controlli continui da parte delle autorità sanitarie e ambientali del territorio.

I rifiuti che potrà trattare l’impianto Metapulia sono riconoscibili dai seguenti codici CER:

CER 200108 – FORSU
CER 200302 – Scarti Mercatali

La scelta dell’area

MetApulia sorgerà nel territorio del Comune di Lecce, nell’area industriale. Questa scelta, fatta in un’ottica di recupero e riqualificazione territoriale, garantisce molteplici vantaggi: evita un nuovo consumo di suolo; recupera e valorizza le infrastrutture di collegamento – rete elettrica, rete viaria, rete fognaria, rete idrica – già presenti; l’impianto non sarà visibile e le attività non impatteranno sul traffico veicolare cittadino.

La presenza nell’area di accessi al metanodotto di SNAM rendono inoltre agevole l’immissione in rete del biometano prodotto.

Grazie a scelte architettoniche particolarmente attente, l’impianto sarà integrato nell’ambiente circostante. Specifiche azioni di rinverdimento sono previste nelle aree limitrofe.

La tecnologia

L’aspetto innovativo fondamentale è rappresentato dalla possibilità di sottoporre il rifiuto a digestione anaerobica, cioè in assenza di ossigeno.

Questa scelta, rispetto ai comuni impianti di compostaggio aerobico, garantisce aspetti positivi soprattutto dal punto di vista dell’impatto ambientale e della qualità del compost prodotto.

Rispetto alla digestione aerobica, cioè in strutture aperte, la digestione anaerobica, in strutture sigillate, senza ossigeno, consente:

Igenizzazione del rifiuto

Attraverso un doppio passaggio termico ad alte temperature (55˚), il rifiuto organico viene igienizzato, riducendo drasticamente la presenza di possibili elementi patogeni.

La qualità del compost

Prima di essere immessa nell’impianto per la produzione di biogas, la FORSU subisce un pretrattamento in cui vengono eliminati quegli elementi che organici non sono, gli inerti, come plastica, alluminio o altri materiali. Questo trattamento a monte fa sì che anche il prodotto finale, il compost, abbia una presenza di inerti decisamente inferiore rispetto a quanto riscontrato nel compost prodotto da normale compostaggio aerobico: ben il 95% in meno.

Oltre al biometano, quindi, con l’impianto Metapulia, avremo anche un compostato di qualità, da materie selezionate alla fonte, che può essere utilizzato in pieno campo, come fonte di sostanza organica e nutrienti a lento rilascio fondamentali per mantenere la fertilità del suolo, contrastando il fenomeno di impoverimento.