Chi siamo

MetApulia è una società giovane che si nutre dell’esperienza decennale nei settori delle energie rinnovabili, dell’efficienza, dello sviluppo sostenibile dei suoi soci fondatori.

MetApulia nasce per realizzare un progetto, crede nello sviluppo sostenibile della Puglia, nella possibilità di risolvere in maniera innovativa, efficiente il tema della gestione dei rifiuti e in particolare della frazione organica raccolta attraverso la differenziata.

MetApulia è l’inizio di una nuova storia.

Chi siamo

Mission

Metapulia mission

Il rifiuto è una risorsa. È da qui che parte una strategia efficace per la gestione dei rifiuti solidi urbani, quella che può consentire a tutti noi di raggiungere l’obiettivo che ci sta a cuore: zero rifiuti in discarica.

Dal rifiuto si recupera materia, attraverso la raccolta differenziata.
Oggi dal rifiuto organico possiamo recuperare anche energia, in maniera efficiente, sostenibile e sicura: quell’energia che serve alle case, agli ospedali, alle scuole, che ci garantisce lo stile di vita che amiamo e difendiamo.

Il progetto MetApulia nasce con questa filosofia: adottando le migliori tecnologie, MetApulia recupera fino all’ultima goccia di energia dei rifiuti organici, raccolti attraverso la differenziata, la trasforma in biometano e compost di qualità per garantire benefici economici e ambientali al territorio leccese.

MetApulia è un tassello importante per rendere efficiente il sistema di gestione dei rifiuti in Puglia, garantendo alla Regione un’autosufficienza impiantistica che consente di evitare costosi spostamenti dei rifiuti verso altre regioni.

Un impianto d’eccellenza che potrà lavorare in sinergia con la pubblica amministrazione, per fare economia e rigenerare l’ambiente

L’impianto

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di biometano e compost di qualità, attraverso il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani raccolti attraverso la raccolta differenziata.

L’impianto, ubicato nella Zona Industriale di Lecce, sarà alimentato da 55 mila tonnellate/anno di FORSU e da 10 mila tonnellate/anno di sfalci di verde proveniente dalle potature del verde pubblico.

Le linee produttive sono due: la prima per la produzione del biometano tramite un procedimento di digestione anaerobica che simula il processo di decadimento naturale della materia (biomimetica), la seconda per la produzione di ammendante compostato (il compost), tramite un processo di post-compostaggio aerobico in bio-celle.

L’impianto

Dal biogas al biometano

La generazione di biogas dalla fermentazione dei rifiuti è un processo naturale.

La tecnologia adottata consente una digestione anaerobica, in assenza di ossigeno, condotta all’interno di spazi ermeticamente chiusi, per evitare la dispersione di cattivi odori. Il processo è controllato in ogni istante.

Dopo questa prima fase, il biogas prodotto viene purificato (upgrading) e trasformato in biometano. Solo un biometano che garantisce alti standard qualitativi, definiti chiaramente per legge, può essere immesso nella rete nazionale.

Dal digestato al compost

Dopo aver subito questo trattamento, il digestato, cioè la parte solida rimanente del rifiuto a valle del trattamento, viene trasformato in compost. Per portare a termine questo processo, vengono integrati sfalci di verde che fungono da strutturante.
Questa seconda fase di compostaggio, tradizionale, è di tipo aerobica: avviene in bio-celle in cui viene insufflato ossigeno per permettere la maturazione del compost e la chiusura del ciclo dei rifiuti.

Il compost così ottenuto è un fertilizzante organico, adatto a un’agricoltura biologica, in grado di reintegrare gli elementi nutritivi del terreno in maniera naturale, senza il ricorso a sostanze chimiche.

Scopri il funzionamento dell’impianto

Clicca sulle frecce per vedere tutte le fasi

  • 1

    Ingresso impianto. Ricezione materiale e pesatura.

    1
  • 2

    Scarico del materiale nelle fosse di messa in riserva della FORSU (2a).

    2a
  • 3

    Pretrattamento FORSU: rimozione plastiche e spremitura per ottenere una purea omogenea.

    3
  • 4

    Equalizzazione della purea da inviare alla digestione anaerobica.

    4
  • 5

    Digestione anaerobica della purea in termofilia (55°C): produzione del biogas.

    5a 5b
  • 6

    Raffreddamento della purea digerita (digestato) e raccolta del biogas nel pallone aerostatico.

    6
  • 6

    Biogas alla raffinazione; digestato alla produzione di concime

    6
  • 7

    Lavaggio del biogas, raffreddamento, rimozione contaminanti e compressione

    7
  • 8

    Produzione di energia elettrica ed acqua calda da gas metano

    8
  • 9

    Raffinazione del biogas: produzione di biometano.

    9
  • 10

    Immissione del biometano nella dorsale SNAM

    10
  • 11

    Separazione solidi dal digestato ed utilizzo del separato nella miscela da compostare.

    11
  • 12

    Depurazione frazione liquida proveniente dal processo di separazione solidi dal digestato.

    12
  • 13

    Accumulo acque depurate per riuso nel processo produttivo.

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  • 14

    Ricezione, stoccaggio e triturazione residui di verde da potature.

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  • 15

    Preparazione miscela da avviare a compostaggio: separato solido del digestato, residui di verde da potature.

    15
  • 16

    Fase di bio-ossidazione accelerata della miscela.

    16
  • 17

    Fase di maturazione della miscela.

    17
  • 18

    Fase di vagliatura finale del compost.

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  • 19

    Biofiltri per il trattamento dell'aria.

    19a 19b
  • 20

    Laboratorio chimico, deposito ed officina.

    20
  • 21

    Uffici e spogliatoi.

    21

Ambiente, sicurezza e salute

MetApulia è un progetto sicuro, progettato per avere il minor impatto sull’ambiente circostante.

All’interno dell’impianto, non viene avviata nessuna combustione, perché non è necessario né ai fini della produzione del compost, né ai fini della produzione di biometano che viene, inoltre, direttamente immesso nella rete di distribuzione.

Particolare attenzione è stata posta al contenimento delle emissioni odorigene e dell’impatto acustico.

La scelta tecnologica di base, cioè la digestione anaerobica, processo che avviene in ambienti sigillati, elimina di per sé il problema dei cattivi odori. I fabbricati sono posti in depressione, e all’interno delle celle per la biodigestione inoltre sono state previste linee di aspirazione, scrubber e biofiltri.

Come ulteriore metodo di controllo diretto, MetApulia ha stipulato con la società LenviroS, spin-off dell’Università di Bari Aldo Moro, l’accordo per la fornitura del servizio erogato tramite la piattaforma OdorTel 2.0 Smart App, un nuovo approccio metodologico per la rilevazione e la valutazione del disturbo olfattivo, che, grazie al diretto coinvolgimento dei cittadini, sarà in grado di registrare e segnalare alle autorità e al gestore dell’impianto, la percezione olfattiva dei recettori ed eventualmente attivare sistemi di campionamento per raccogliere in tempo reale i campioni odorigeni, per consentire un intervento tempestivo nella risoluzione della eventuale problematica.

Per ridurre l’impatto acustico, invece, sono state predisposte cofanature insonorizzate degli spazi, insieme alla piantumazione di una fascia arborea di specie autoctone poste intorno al perimetro dell’impianto.

 

Quali e quanti rifiuti?

L’impianto è stato pensato per essere al servizio dall’area dell’ex ATO Lecce 1 che comprende 27 Comuni della Provincia e che, ad oggi, produce una quantità di FORSU pari ad almeno 60 mila tonnellate/anno.

Le 15 mila tonnellate/anno di compost certificato e di qualità, verranno messe a disposizione degli agricoltori della zona, a titolo totalmente gratuito.

Il trattamento dei rifiuti è rigidamente controllato e regolamentato dalla Legge: ad ogni tipo di rifiuto o sottoprodotto che l’impianto sarà autorizzato a trattare, sarà assegnato un codice, chiamato codice CER, che determinerà l’assoluta trasparenza del materiale in entrata ed in uscita dall’impianto.

Per poter essere autorizzato ed avviare la produzione, ogni impianto deve chiaramente specificare quali tipi di rifiuti intende trattare, indicandone il codice CER.

Severi controlli all’ingresso e altrettanto severi controlli sulla qualità del biometano al momento della immissione in rete, escludono che nell’impianto vengano trattati rifiuti non autorizzati.

Inoltre, l’intero processo sarà sottoposto a controlli continui da parte delle autorità sanitarie e ambientali del territorio.

I rifiuti che potrà trattare l’impianto Metapulia sono riconoscibili dai seguenti codici CER:

CER 200108 – FORSU
CER 200302 – Scarti Mercatali

La scelta dell’area

MetApulia sorgerà nel territorio del Comune di Lecce, nell’area industriale. Questa scelta, fatta in un’ottica di recupero e riqualificazione territoriale, garantisce molteplici vantaggi: evita un nuovo consumo di suolo; recupera e valorizza le infrastrutture di collegamento – rete elettrica, rete viaria, rete fognaria, rete idrica – già presenti; l’impianto non sarà visibile e le attività non impatteranno sul traffico veicolare cittadino.

La presenza nell’area di accessi al metanodotto di SNAM rendono inoltre agevole l’immissione in rete del biometano prodotto.

Grazie a scelte architettoniche particolarmente attente, l’impianto sarà integrato nell’ambiente circostante. Specifiche azioni di rinverdimento sono previste nelle aree limitrofe.

La tecnologia

L’aspetto innovativo fondamentale è rappresentato dalla possibilità di sottoporre il rifiuto a digestione anaerobica, cioè in assenza di ossigeno.

Questa scelta, rispetto ai comuni impianti di compostaggio aerobico, garantisce aspetti positivi soprattutto dal punto di vista dell’impatto ambientale e della qualità del compost prodotto.

Rispetto alla digestione aerobica, cioè in strutture aperte, la digestione anaerobica, in strutture sigillate, senza ossigeno, consente:

Igenizzazione del rifiuto

Attraverso un doppio passaggio termico ad alte temperature (55˚), il rifiuto organico viene igienizzato, riducendo drasticamente la presenza di possibili elementi patogeni.

La qualità del compost

Prima di essere immessa nell’impianto per la produzione di biogas, la FORSU subisce un pretrattamento in cui vengono eliminati quegli elementi che organici non sono, gli inerti, come plastica, alluminio o altri materiali. Questo trattamento a monte fa sì che anche il prodotto finale, il compost, abbia una presenza di inerti decisamente inferiore rispetto a quanto riscontrato nel compost prodotto da normale compostaggio aerobico: ben il 95% in meno.

Oltre al biometano, quindi, con l’impianto Metapulia, avremo anche un compostato di qualità, da materie selezionate alla fonte, che può essere utilizzato in pieno campo, come fonte di sostanza organica e nutrienti a lento rilascio fondamentali per mantenere la fertilità del suolo, contrastando il fenomeno di impoverimento.

Vantaggi economici

Metapulia lavoro

MetApulia garantirà importanti ricadute finanziarie per i Comuni interessati e contribuirà concretamente allo sviluppo del territorio.

 

Come prevede la Legge, MetApulia ogni anno verserà ai Comuni sul cui territorio viene realizzato l’impianto degli oneri, a titolo di misure di mitigazione e compensazione.

Inoltre, grazie alla presenza dell’impianto MetApulia, i Comuni non dovranno più trasportare fuori Provincia, o addirittura fuori regione, la frazione organica raccolta nel territorio: questo significa un risparmio netto tra tariffa di ritiro e mancati costi di trasporto, pari indicativamente a € 5,5 milioni annui.

Infine, l’efficientamento del sistema potrà portare all’eliminazione della Ecotassa a carico dei cittadini (fino a € 25 euro in più per ogni tonnellata di rifiuto prodotto).

I Comuni interessati disporranno in questo modo di una maggiore disponibilità finanziaria che potranno destinare a opere di pubblica utilità sulla base delle specifiche esigenze del territorio, e i cittadini ne beneficieranno tramite una graduale riduzione della TARI.

Ma soprattutto, l’impianto MetApulia avrà ricadute concrete dal punto economico, durante la costruzione dell’impianto e dal punto di vista occupazionale. Nella fase di cantiere, che durerà un anno circa, saranno coinvolte maestranze e imprese locali: l’investimento per la realizzazione dell’impianto di MetApulia è previsto nell’ordine dei 20 milioni di euro. Una volta entrato in funzione, inoltre, MetApulia occuperà fino a 15 addetti stabili per la gestione delle operazioni interne e nel reparto amministrazione e analisi.

 

Il biometano

Il biometano è un gas pulito ottenuto attraverso un processo di purificazione del biogas prodotto naturalmente dalla degradazione dei rifiuti organici.
È una fonte di energia rinnovabile e ha un grande vantaggio rispetto, per esempio, all’energia eloica e a quella solare, le fonti rinnovabili più conosciute: è programmabile e stoccabile, possiamo cioè conservarlo e usarlo quando ne abbiamo davvero bisogno. Questa flessibilità lo rende prezioso.

Il biometano può essere usato in modi diversi: per il riscaldamento domestico, per la produzione di energia elettrica, per la cogenerazione, per l’autotrazione.
La produzione di biometano a livello nazionale può avere effetti importanti, riducendo la nostra dipendenza dalle fonti fossili, che siamo costretti a importare.

 

Il biometano

Esperienze nazionali e internazionali

Attualmente in Europa esistono 367 impianti per la produzione di biometano in 15 paesi diversi; nella maggior parte di questi, il biometano è anche direttamente immesso nella rete di distribuzione.

Alcuni di questi impianti, come MetApulia, usano la frazione organica del rifiuto solido urbano come risorsa per la produzione, altri usano altri tipi di rifiuto, per questo prevedono un altro tipo di trattamento e si attengono a una regolamentazione diversa.

Per lo più viene utilizzato per produrre energia elettrica o per riscaldare, ma l’uso come combustibile per autotrazione sta diventando sempre più comune. In Svezia ha già superato il 57% del mercato, in Germania in un solo anno è passato dal 6 al 15% del mercato.

In Italia, la produzione di biometano è cosa recente. Trento, con l’impianto Bio Energia Trentino di Faedo realizzato nel 2012, e, Salerno, con l’impianto realizzato nel 2011, sono stati tra i territori più lungimiranti che si sono distinti per l’avvio di progetti avanguardistici in questo ambito. Oggi, oltre a MetApulia, altri impianti sono in fase di autorizzazione o realizzazione anche in Umbria e Piemonte.

Mappa Impianti in Europa

Il ciclo dei rifiuti

Riduci, Riusa, Ricicla, Recupera: sono queste i quattro principi che devono governare il nostro rapporto con i rifiuti, sia che si parli della vita di tutti i giorni, sia che si parli di imprese, organismi e paesi. Dal marco al micro, quello che conta è riuscire a chiudere il cerchio in maniera virtuosa. Ridurre la produzione di rifiuti, riutilizzare i prodotti, riciclare la materia, ricavare un biocarburante e sequestrare la CO2 derivante dalla decomposizione dei rifiuti che altrimenti verrebbe immessa nell’atmosfera. Così in discarica arriva davvero solo lo scarto che non può più essere utile in nessun modo.

Il Compost di qualità generato tramite la combinazione del digestato generato dal processo anarobico, con il verde e gli sfalci di potatura, rappresenta lo strumento ideale per la chiusura sostenibile dei cicli biologici e veste un ruolo strategico per la gestione degli scarti organici. Il suo impiego è diventato una regola per gli agricoltori sensibili e attenti allo stato di salute dei suoli che coltivano. Il ricorso al compost rappresenta una pratica diffusa e coerente con i principali canoni di sostenibilità ambientale.

Riduci, Riusa

Il primo passo è produrre meno rifiuti.

Da questo punto di vista, noi cittadini siamo chiamati a un uso responsabile dei beni che scegliamo di acquistare, imparando ad allungare la vita ai prodotti, avendone cura, riparandoli, immettendoli, per quei beni per cui ciò è possibile, in un circuito virtuoso di donazione, scambio o compravendita di beni usati che possono avere una “seconda” vita.

Da un punto di vista produttivo, invece, le aziende sono impegnate in scelte responsabili e innovative, efficienti dal punto di vista sia del consumo energetico, sia dell’utilizzo di materiali e materie prime, e, in particolare in merito agli imballaggi, sono chiamate a una forte riduzione del loro impatto ambientale, puntando su confezioni e packaging ecologici, chiaramente identificabili e facilmente riciclabili.

Ricicla

Fare la raccolta differenziata in maniera accurata e costante è importantissimo. Attraverso il riciclaggio possiamo ottenere materie prime “secondarie” che potranno essere utilizzate per realizzare altri beni e prodotti con un minor impatto sull’ambiente. Il riciclaggio aiuta quindi a diminuire l’uso delle risorse materiali ed energetiche e riduce l’inquinamento.

Carta, plastica, vetro, alluminio, legno sono le filiere principali del riciclo e costituiscono nel loro insieme i rifiuti di imballaggio.

Recupera

La parte di rifiuti che non può essere riutilizzata, né riciclata e utilizzata per nuove produzioni, rappresenta ancora una risorsa all’interno del nostro complesso ciclo produttivo: oggi, la tecnologia ci consente, in maniera sicura, di trarne energia che possiamo immettere in rete e sfruttare quotidianamente.

I rifiuti indifferenziati possono alimentare i termovalorizzatori per produrre energia elettrica e termica. I rifiuti organici, invece, attraverso impianti specifici, possono essere sfruttati per la produzione di biogas e biometano.

In questo modo la quota di rifiuti che viene conferita in discarica diminuisce progressivamente sempre di più. A livello nazionale, la percentuale di rifiuti che viene conferita in discarica è pari al 37% della produzione totale; di questi, il 70% subisce comunque un trattamento preventivo. Oggi, le discariche ufficiali sono controllate e hanno sistemi di captazione del gas che può a sua volta essere utilizzato come carburante o trasformato in energia elettrica.

Europa/Puglia

L’attuale normativa europea sui rifiuti definisce obiettivi chiari in materia di riutilizzo e di riciclo dei rifiuti e di riduzione dello smaltimento nelle discariche.

Gli obiettivi fondamentali sono due: entro il 2020, il 50% dei rifiuti urbani e domestici, e il 70% dei rifiuti da costruzioni e demolizioni, dovranno essere avviati a riciclo o riutilizzo.

Attualmente è in discussione una nuova direttiva che alza ancora di più l’asticella: in particolare, il testo prevede un target per il riciclo di materia al 70% entro il 2030, mentre si prevede che la quota di rifiuti smaltiti in discarica scenda sotto il 25%, entro il 2025 con un divieto di conferimento per rifiuti riciclabili e biodegradabili (tal quali).

Questo perché l’obiettivo cui puntiamo in Europa è lo stesso che ispira il progetto MetApulia: zero rifiuti in discarica.

 

Come va l’Italia?

Nel 2014, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a circa 29,7 milioni di tonnellate, in lieve crescita rispetto all’anno precedente.

La percentuale di raccolta differenziata si attesta al 45,2% della produzione nazionale, con una crescita di quasi tre punti percentuali rispetto al 2013. Complessivamente sono state avviate al riciclo 13,4 milioni di tonnellate di rifiuti.

La differenza tra le regioni del Nord Italia (7,8 milioni di tonnellate) e quelle del Centro (2,7 milioni di tonnellate) e del Sud (2,9 milioni di tonnellate) è però molto evidente.

Sul fronte della differenziata, un miglioramento importante si è avuto proprio nell’ambito della raccolta dell’organico: l’incremento, tra il 2013 e il 2014, è pari al 9,7%. Complessivamente, nel 2014, la percentuale di organico raccolta è stata pari al 16%.

Circa 4,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani sono recuperate in impianti di compostaggio e digestione anaerobica (+12,6%) rispetto al 2013.

Anche in questo caso, restano forti discrepanze tra le regioni italiane. Se la media nazionale è di 80 kg di FORSU raccolta per abitante, al nord questo dato è pari a 124 kg/abitante, al centro è pari a 59 kg/abitante, al sud corrisponde a 34 kg/abitante.

A questo proposito ISPRA segnala come “la scarsa dotazione impiantistica rilevata in alcune aree del Paese comporta la movimentazione di rilevanti quantità di rifiuti da queste aree verso gli impianti operativi del Nord.” E ancora: “analizzando i dati relativi alle diverse forme di gestione messe in atto a livello regionale si evidenzia che, laddove esiste un ciclo integrato dei rifiuti, grazie a un parco impiantistico sviluppato, viene ridotto significativamente l’utilizzo della discarica”.

 

La Puglia

Secondo i dati ISPRA, in Puglia la raccolta differenziata ha raggiunto il 25,9% nel 2014. Un dato che può certamente essere nettamente migliorato, ma che rappresenta già un buon passo avanti, se consideriamo che nel 2010 la percentuale era pari al 14,6%. Se guardiamo invece alla raccolta dell’organico, il tasso regionale raggiunge il 35,7%.

Per ottenere risultati significativi è necessario intervenire soprattutto sul fronte degli impianti per la corretta gestione dei rifiuti. La Regione Puglia ad oggi dispone di 1 solo impianto di digestione anaerobica, mentre nella provincia di Lecce non sono presenti neppure impianti di compostaggio. I cinque impianti di compostaggio attivi – Modugno, Manduria, Ginosa Marina, Lucera e Laterza – non sono sufficienti e la situazione si aggrava decisamente nel periodo estivo.

La conseguenza di questo stato di fatto è che i rifiuti prodotti nel territorio pugliese devono essere caricati su camion e mandati in altre regioni in centro e nord Italia dove verranno trattati. Questo implica dei costi, che ricadono sui cittadini, e un impatto ambientale, legato all’aumento dei mezzi in transito.

Europa/Puglia

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